Your address will show here +12 34 56 78
Missioni 2019 Perù

Il nostro corpo di elite si sveglia alle 06:30, 7 colazione e partenza subito verso i cantieri per finire di lavorare con il cemento. Il resto del gruppo fa la sveglia normale e verso le 9 partiamo per fare le rifiniture del lavoro. Così si va avanti fino alle 11.30 quando arrivano i bambini della scuola e le loro famiglie. Hanno organizzato per noi una serie di presentazioni, dai più piccoli fino alle madri, con balli tipici, recitazioni, e una parte finale in cui le persone del posto ballano insieme ai ragazzi. È vero che ce qualcuno che non se la sente e fa fatica ad alzarsi per ballare, ma la stragrande maggioranza dei ragazzi esce ben volentieri sulla “pista” da ballo, una grande festa insomma. 

Finite le presentazioni si passa alla benedizione dei lavori. Prima di tutto però una delle mamme dei ragazzi che si beneficeranno della scuola dirige ai ragazzi delle sentite parole, assicurando loro una preghiera continua sia per ognuno di loro come di tutte le loro famiglie. In seguito il padre con in mano l’acqua benedetta, fa il giro dell’opera benedicendo i frutti del lavoro di questa settimana e benedicendo anche tutti noi, riservando ai bambini più piccoli una benedizione speciale, disegnando sulle loro fronti il segno della Croce.

In seguito pranziamo tutti insieme. Le famiglie si sono messe d’accordo per preparare ai ragazzi una pasta al forno strepitosa, cioè strepitosa dico io che pur vivendo da tanto in Italia non sono così esigente con il cibo, anche se la pasta come in Italia non esiste da nessuna parte. E oltre la pasta un ottimo pollo al forno e della verdura cotta. Finiamo il condividere con dei picarones, ormai famosi tra i ragazzi che sono venuti in Perù: una pastella fritta con del miele di canna bollito con diversi tipi di frutta. 


Salutiamo i nostri amici, gli operai, le mamme, qualche papa, e tutti i bambini, e ci avviamo verso casa. Ci dividiamo in due gruppi, uno molto numeroso che torna nella casa che ci accoglie, e uno fatto da 14 eroi, me compresso, che andiamo in una delle case della nostra comunità per vedere i quarti di finale della coppa America, Perù- Uruguay. Chi se ne intende di calcio sa che Uruguay era il chiaro favorito a vincere i quarti, ma si sa anche che nel calcio sudamericano tutto può accadere, e infatti il Perù ha vinto ai rigori… devo dire che sono stati i dieci minuti più angoscianti dei miei ultimi mesi di vita (ovviamente sto un po esagerando), e che ho strillato come non lo facevo da tanti anni (questo è vero invece)… poi, forse dovrei un po vergognarmi, la gioia che sia stato Suarez a sbagliare il rigore ha fatto tutto ancora più magico! Ricordo ancora il morso a Chiellini nella fase dei gironi del mondiale di Brasile 2014 nella partita Italia – Uruguay… infatti un po del mio cuore è ormai tricolore. Torniamo a casa, io gassattissimo, i ragazzi anche (ormai sono anche oro un po peruviani nel cuore), e ora ci tocca ritrovare la pace interiore, per disporci nel miglior modo possibile per la Santa Messa. 

Iniziamo verso le 17:15. Nella sua omelia il padre insiste sul fatto che Gesù, da quanto dice il Vangelo di Luca, prese la decisione, anzi la ferma decisione di mettersi in cammino. In questi giorni i ragazzi hanno avuto l’occasione di scoprire tante cose nuove su se stessi, o dare un valore diverso a qualcosa che sapevano già di avere, ma che magari non riuscivano a dare un vero valore dalle nostre parti. La sfida lanciata ad avere uno sguardo profondo sulla realtà e a farsi le domande importanti, essenziali, in qualche modo ha fatto effetto, non so se con tutti, ma con molti, e le domande esistenziali stanno all’ordine del giorno… i momenti di condivisioni sono tanti, nei gruppi si passa la maggior parte del tempo a rispondere a dubbi, domande, confrontare opinioni, arricchendoci mutuamente… ma è nei singoli momenti, un po presi al improvisto che escono i discorsi forse più belli, perché più personali. A volte basta condividere qualcosa di bello per far cambiare tutto. Come quel ragazzo che mentre mi accompagnava a lavare la macchina di mio padre (che mi aveva prestato per questa settimana), mi disse che il saluto con l’anziana che le era stato affidata era stato molto commuovente. Che lui si era fatto fotografare e stampare la foto con lui e lei e altri ragazzi, e che gliela aveva regalata. Che l’anziana, ormai abbandonata da anni, gli disse: “Nessuno mi aveva trattato con così tanto affetto in vita mia. Quando morirò, voglio essere seppellita con questa nostra foto insieme.” Credo che qualsiasi ulteriore commento a queste parole sia solo inutile o banale, posso solo dire che nell’ascoltare queste parole mi scese una lacrima e rimasi in silenzio mentre continuavo a guidare.

Tutti i ragazzi bramano per fare il bene, per scoprire il vero e per contemplare il bello, ma tutti fanno fatica tante volte a mettere in pratica i buoni propositi. Riprendendo le parole di Gesù ritroviamo un invito ad essere fermi nella decisione di andare avanti, che quanto scoperto in questi giorni può veramente essere un fondamento per costruire qualcosa di nuovo, a volte in continuazione con quanto abbiamo fatto finora con la nostra vita, e in altre occasioni come un cambiamento radicale. È un invito a prendere in mano la propria vita, a scegliere l’essenziale, senza trascurare le responsabilità di ogni momento di crescita nella propria società, ma senza mai perdere di vista che ciò che ci sfama veramente, e che ci consolida come persone, è la sincera volontà di amare sempre di più, nelle sue molteplici forme. Questo non vuol dire che non ci saranno cadute, o tanti momenti in cui ci tireremo indietro. Vuol solo dire che nonostante le avversità della vita, uno scelga sempre il Vero, il Buono, il Bello. 

Finita la messa abbiamo avuto una riunione di coordinazione, sia per chi farà i due giorni di “riposo” a Nazca e Paracas e sia per chi lo farà a Cusco e Machu Picchu. Il diario di viaggio si ferma quindi fino a martedì 2, quando ci rincontreremo tutti a Cañete!

0