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La giornata inizia come sempre, alle 6:30, anche se per come vanno i lavori avremo potuto dormire qualche ora in più e in un certo senso non avrebbe cambiato molto, tranne il fatto di ritrovarci più riposati. Arriviamo fiduciosi, verso le 9:30, nel nostro campo di lavoro e iniziamo a darci da fare. L’obbiettivo è finire le case, cioè nella sua totalità, per le 16, in modo di aver tempo per andare nel supermercato prima di tornare a casa e prendere un po di cose necessarie per le famiglie. Quando uno pensa di essere già arrivato, in questo caso la consapevolezza di essere avanti con le case, uno perde un po di spinta, di tensione per il da fare, e si lascia andare. E infatti la giornata di sabato passa un po così, con poca grinta, come chi pensa di essere già oltre, trascurando qualche dettaglio e andando molto piano. Che sia chiaro poi che fare le cose bene non significa farle piano, ce sicuramente un equilibrio, ma a volte farle piano è sinonimo di trascuratezza o di poca voglia e così si finisce per fare male o a metà le cose. E questo è ciò un po che succede con alcuni gruppi. Ci si prende con comodo la situazione, nei propri ritmi o tempi, e arrivano le 4 e notiamo che quanto è stato concluso ha tante deficienze, a cominciare dalla pittura e dettagli delle finestre o dei chiodi. Per carità, son cose talmente piccole e risolvibili che sarebbe bastato un occhio attento a gruppo in modo di evidenziarle e distribuire il lavoro in modo di lasciare una casa finita fino ai suoi minimi dettagli. Sarebbe bastato insomma non credersi già arrivati. 

Partiamo comunque alle 16 verso il supermercato, e qua è come se la grinta si riaccendesse. Nei diversi gruppi i ragazzi hanno chiesto in giro quanto serve alle famiglie, hanno fatto un po di calcoli, ormai arrivati a fine viaggio per molti di loro non è scontato avere le risorse da parte. Ce chi “alza” i soldi, come dicono loro, o qualche generoso che è in grado di mettere più degli altri. E li vedo in giro per il supermercato prendendo di tutto, da cose basilari per mangiare a coperte o giochi per i bambini, e anche qualche “folle” che prende materassi. È praticamente una festa della generosità. Alle 18 circa siamo di ritorno a casa e siccome faremo la messa domenica mattina nella baraccopoli decidiamo che la messa di oggi sia solo per chi vuole, e in seguito l’adorazione, quella si per tutti. Ceniamo insieme e poi facciamo una riunione per comunicare decisioni riguardo la domenica, giorno delle benedizioni, e lunedì, giorno “libero” vista la velocità con cui sono state tirate su le case. Invitiamo i ragazzi a riposarsi, e comunichiamo anche che la sveglia domenica sarà un’ora dopo il consueto orario, ovvero le 7:30, e i ragazzi esultano di gioia, mentre qualcuno dice sotto voce, ma guarda come siamo messi che ci emozioniamo per una sveglia alle 7:30!

Finita la riunione molti vanno a letto, altri restano svegli chiacchierando o giocando alle carte. 

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